Pensieri di Arnaldo Canepa

Pastorale Oratoriana (3)

Divertire i ragazzi, rendere allegro il più possibile l’ambiente dell’Oratorio: ecco la nostra divisa e quella, al tempo stesso, di ogni singolo catechista.

L’”edificio” del Centro Oratori Romani poggia su quattro pilastri: amor di Dio, amor del prossimo, devozione alla Madonna, sottomissione ai superiori ecclesiastici.

Amor di Dio. Chi lavorasse per fini naturali nell’Oratorio non troverebbe altro che inciampi e delusioni. La spiegazione di molti che non perseverano, dei contrasti interni, della tiepidezza nell’azione, derivano tutti dall’assenza di questo primo pilastro che è la coscienza di lavorare per amore di Dio e al servizio di Dio.

Amore del prossimo. Deve essere un amore di misericordia, vale a dire di compassione per la loro miseria spirituale: un fanciullo privo della grazia divina è uno degli spettacoli più tristi che si possono vedere nel mondo. L’oratorio è sorto per cancellare questa miseria.

Devozione alla Madonna. Niente al mondo si fa senza la Madonna: è da Lei che ci vengono tutte le grazie. Questo è tanto più vero per il Centro Oratori Romani, che riconosce nella Madonna la propria fondatrice; è tanto più vero per i catechisti del C.O.R. che sono a Lei consacrati e la riconoscono come padrona.

Sottomissione all’autorità ecclesiastica. Sono i vescovi, e per essi i sacerdoti, che hanno ricevuto da Dio il mandato di insegnare: il catechista lo esercita solo sotto la loro autorità e con il loro consenso…Lungi dall’essere un legame, è uno sprone e un titolo di gloria: è per esso che il catechista viene quasi a far parte della gerarchia ecclesiastica.

E’ nel gioco che il ragazzo si manifesta e mette in luce la propria natura: virtù e difetti. Ed è questo il momento in cui il catechista può intervenire per guidare e correggere, e in un modo ben altrimenti efficace di quello consentito nel corso di una lezione di catechismo (…) Il bravo catechista si conosce nel cortile!

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